Restano i dubbi sui debiti delle Casse

Il Sole 24 Ore –

Rottamazione cartelle con il dubbio per alcune Casse di previdenza privata che ritengono non applicabile la definizione agevolata. Due sono i motivi per i quali alcuni enti di previdenza dei professionisti si oppongono alla rottamazione: la definizione con il taglio di sanzioni e interessi di mora finirebbe con il gravare sui conti del bilancio e l’intervento pubblico sugli enti privati viene ritenuto illegittimo.
Ma partiamo dalle norme. L’articolo 6 del decreto legge 193/2016 non prevede esclusioni per gli enti di previdenza. L’unica condizione per accedere alla definizione è che si tratti di somme affidate all’agente della riscossione negli anni dal 2000 al 2016.
Finora solo Cassa forense ha comunicato sul proprio sito, con una nota del 13 febbraio, che la rottamazione si applica anche agli avvocati. Una presa di posizione al momento “solitaria”. Più numerose, invece, sono le diffide all’ente gestore. Il primo ente a prendere ufficialmente una posizione contraria è stata la Cnpadc, la cassa dei dottori commercialisti, che ha diffidato Equitalia dall’accettare richieste di rottamazione. L’Enpab (biologi) ha fatto lo stesso. È di pochi giorni fa la notizia che anche la Cipag (Cassa geometri) ha seguito la stessa linea diffidando l’ente gestore dall’accettare richieste in merito.
Ci sono poi Casse che non sono clienti di Equitalia e che quindi sono escluse dalla “possibilità” di rottamare. Tra queste: l’Enpacl (consulenti del lavoro), Inarcassa (ingegneri e architetti) e l’Enpap (psicologi). Cassa ragionieri è in una posizione ancora diversa, perché ha una sola annualità con Equitalia per cui l’impatto della rottamazione sui bilanci dell’ente è relativo.
La rottamazione è un “vigilato speciale” per le Casse e sarà trattata nel prossimo consiglio di amministrazione di Epap, l’ente pluricategoriale, che il 29 marzo è convocato per approvare il bilancio consuntivo e che potrebbe prendere una posizione.

In realtà, molti contribuenti hanno già presentato l’istanza per la definizione agevolata, ricevendo anche il “conto” da pagare da parte dell’agente della riscossione. L’agente ha anche comunicato ai contribuenti, entro il 28 febbraio 2017, i carichi che gli sono stati affidati e per i quali, al 31 dicembre 2016, non era stata ancora notificata la cartella, ovvero inviata l’informazione degli avvisi di accertamento esecutivi e di irrogazione delle sanzioni o degli avvisi di addebito Inps emessi.

Il dubbio sulla possibile rottamazione dei debiti previdenziali affidati dalle Casse all’agente della riscossione nel periodo dal 2000 al 2016, potrebbe essere superato: nel decreto sul terremoto , durante il passaggio nella Commissione ambiente, è stato inserito un nuovo comma all’articolo 6, del decreto legge 193/2016. Il comma interpreta l’articolo 6, comma 10, lettera e-bis, del decreto 193 «nel senso che ai fini della definizione agevolata dei carichi (…) non sono dovute le sanzioni irrogate per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi anche nel caso in cui il debitore sia lo stesso ente previdenziale». Se questo testo, che ieri ha ricevuto il primo via libera alla Camera, non sarà modificato dal Senato l’incertezza sull’applicazione della rottamazione alle Casse verrebbe superata.