Scudo della Cassazione dai maltrattamenti

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Dalla Cassazione massima tutela per le unioni civili. Scatta il reato di maltrattamenti in caso di vessazioni e abusi da parte del partner che ha reso la dichiarazione di fronte all’uffi ciale del Comune. Con una decisione garantista per le coppie omo ed eterosessuali la Corte di cassazione – sentenza n. 56673 di oggi – ha confermato la condanna a carico di un uomo reo di abusi sessuali e vessazioni sulla compagna. Lui ha chiesto l’assoluzione usando come grimaldello il limitato lasso di tempo di convivenza, solo un mese. Nulla da fare per la terza sezione penale che ha reso defi nitivo il verdetto spiegando che agli approdi elaborati dalla giurisprudenza penale ai fi ni della stessa confi gurabilità del delitto di cui all’art. 572 del codice penale, deve aggiungersi, quale elemento ancor più pregnante, la valenza probatoria che inequivocabilmente riveste nell’attuale ordinamento la dichiarazione resa dalla coppia innanzi all’uffi ciale del Comune di Bollate ai sensi della legge 20/5/2016 n. 76 (contenente la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e delle convivenze) che, sebbene costituisca una semplice variazione anagrafi ca, priva di qualunque formalità, costituisce il presupposto per l’accertamento della stabile convivenza come espressamente disposto dal comma 37 dell’unico articolo di cui si compone la citata novella. Infatti, la legge 76/2016, invero, nel recepire la da tempo auspicata esigenza di tutela delle relazioni di coppia al di fuori dal matrimonio, ha regolamentato da un canto le unioni civili, confi gurabili solo fra soggetti dello stesso sesso, e dall’altro le «convivenze di fatto» fondate su uno stabile legame affettivo.