Studi legali, la carica dei nuovi avvocati

La Repubblica – Affari Finanza – S.D.P. – 

Parla Nicola Di Molfetta, direttore Legalcommunity: “Il 21% degli ingressi nel 2018 ha riguardato fusioni e acquisizioni, seguiti da tax (16%) e contenzioso (11%), tendenza confermata quest’anno”Il peggioramento dello scenario nazionale spinge a una maggior cautela gli studi legali d’affari, che comunque non rinunciano a investire sui nuovi ingressi nelle aree anticicliche e con il maggior potenziale produttivo nei prossimi anni. Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio di Legalcommunity (portale dedicato al mondo dei servizi legali), lo scorso anno il 21% degli ingressi di nuovi soci ha riguardato la practice del corporate m&a, seguita da tax (16%) e litigation (11%). Sulla prima, evidenzia Nicola Di Molfetta, direttore Legalcommunity, «la tendenza si conferma anche in questa prima parte dell’anno. Si tratta, infatti, di una practice trainante perché avere un dipartimento di corporate m&a forte significa poter intercettare mandati e far lavorare anche altri dipartimenti dello studio, considerato che in queste operazioni sono richieste tante competenze diverse». Quest’ultimo è uno dei settori più vivaci per il business degli avvocati d’affari, visto il trend positivo per il mercato italiano dell’m&a con 882 operazioni (+8% rispetto alle 817 del 2017 rileva Kpmg). Gli investimenti in reclutamenti di nuovi soci e associate stanno inoltre proseguendo anche nell’area tax e litigation. «Due practice anticicliche per eccellenza: a prescindere da come va l’economia, infatti, la gestione della fiscalità è sempre molto richiesta». Così come pure quella relativa al contenzioso, «considerato che la litigiosità tende ad aumentare in fase di crisi». Rispetto a quest’ultimo punto, per Di Molfetta è probabile che in questo campo nel medio periodo continueranno i reclutamenti. In particolare, nelle attività legate al contenzioso più complesso, «in cui l’apporto del professionista resta fondamentale», e che per questo dovrebbero essere in grado di resistere meglio di altri settori all’avanzata delle nuove tecnologie, dall’automazione all’intelligenza artificiale. Anche dopo le ultime notizie relative alla frenata del Pil nell’anno in corso, «non credo che nei prossimi mesi andremo incontro a una stagione di tagli». Negli anni della crisi, infatti, «molti studi hanno fatto economia, riducendo l’organico. Da quella stagione le strutture sono uscite più snelle e sostenibili in termini di costi». Il mercato dunque non si è fermato in attesa di capire cosa accadrà. «Basti pensare che negli ultimi 15 giorni abbiamo ricevuto la segnalazione di 14 posizioni aperte da parte di nove studi legali, tutte per giovani avvocati». Solo se la fase negativa dovesse protrarsi a lungo, «ci potrebbe essere un rallentamento dell’attività di recruiting per ragioni di prudenza». A calare intanto, secondo una ricerca condotta dal Centro ricerche di Legalcommunity.it, sono le retribuzioni medie dei collaboratori (-8,5% rispetto alla precedente rilevazione di due anni fa). In particolare, il maggior ridimensionamento riguarda praticanti e collaboratori (-18%). Un calo dovuto a diverse ragioni: «Da un lato, la maggior attenzione ai costi interni che porta sempre di più a legare la retribuzione dei collaboratori alla performance. Dall’altro, gli studi stanno rivedendo le griglie retributive perché è sempre più forte l’attenzione al work life balance». Ossia, «si cerca di assecondare le richieste di chi preferisce lavorare meno o in maniera più flessibile, a fronte però di un minor esborso retributivo». Il calo non è invece dovuto a un eccesso di offerta, considerato che la selezione in fase di ingresso resta molto rigida. «Si cerca l’eccellenza. Le caratteristiche più gettonate nei giovani professionisti riguardano in particolare un alto voto di laurea, la durata in corso degli studi, le esperienze all’estero e le lingue parlate». Infine, conclude, «l’università di provenienza: molto considerate sono la Bocconi, la Statale di Milano, la Cattolica, la Luiss e altri atenei forti negli studi giuridici come Bologna e Padova»