Un avvocato su due perde ricavi. La crisi «morde» di più al Sud

Il Sole 24 Ore, di Alessandro Galimberti

Un avvocato su due ha perso reddito nella dichiarazione relativa al 2016, mentre solo uno su quattro ha visto incrementare i ricavi. Tra questi, il termometro dice che il NordOvest è l’area dai risultati migliori, mentre al Sud il 50,6% dei legali vede continuamente scendere la propria capacità di stare sul mercato. Sono questi i primi e già abbastanza significativi risultati del rapporto di ricerca «Percorsi e scenari dell’Avvocatura italiana 2017» sull’aggiornamento annuale della professione, il secondo step del programma triennale di lavoro commissionato al Censis dalla Cassa forense. Il profilo degli avvocati che hanno risposto all’indagine è per il 55,1% costituito da uominie il 44,9% da donne; il 30,9% con meno di 40 anni, il 36,7% frai 40e i 50 anni, mentre i più anziani sono pari al 32,4 per cento. Di questi, il 26,2% esercita nelle regioni nordoccidentali, il 17,2% risiede nel Nord­Est, il 21,2 nel Centro e poco più del 35% svolge la sua attività nel Meridione. Ancora, il 31,5% si colloca nella fascia di reddito fino a 15mila euro, cui si aggiunge un altro il 27,8% fra i 15mila e i 30mila euro, il 15,3% tra 30milaei 50mila euro, il restante 17,9% degli intervistati è sopra soglia 50 mila. Quanto all’anzianità di professione, emerge una concentrazione nella classe fra i 10 e i 19 anni (35,1%), mentre i più giovani professionisti, con meno di 10 anni di esercizio sono pari al 32,4 per cento. Il terzo restante ha dichiarato un’anzianità superiore ai 20 anni, di cui il 12,8% oltre i 30 anni. Il rapporto in chiaroscuro sulla capacità reddituale dell’avvocatura italiana cade in un momento di forte trasformazione della professione, stretta tra riforme attese (e non sempre condivise per come vanno delineandosi) e la “morsa” dell’Antitrust, sempre più proiettata in un’ottica “imprenditoriale” delle professioni classiche. Antitrust che non a caso spinge per l’eliminazione dell’esclusiva dell’attività extra­giudiziale, nell’ambito del Ddl concorrenza, fermo in Parlamento da più di due anni. Gli avvocati, di contro, hanno stilato un elenco di proposte di ampliamento delle competenze che vanno dall’estensione della negoziazione assistita alle controversie di lavoro, dall’assunzione di prove testimoniali e per interpello, all’autenticazione di firma, all’esercizio delle funzioni di commissario ad acta, la remissione di querele, la notifica dell’atto di pignoramento, l’accettazione dell’eredità. «L’avvoca­ tura ­ dice Donatella Cerè del Consiglio nazionale forense ­ è pronta a raccogliere questa sfida e a svolgere una importante funzione di decongestione dei tribunali e della Pa». Il Ddl concorrenza rileva anche da un altro punto di vista. Implementerebbe, infatti, le società legali, prevedendo l’ingresso del capitale sociale per quanto con l’avvertenza chei soci, per almeno due terzi del capitale sociale e del diritto di voto, siano avvocati (o altri professionisti) iscritti a un Albo. Nubi all’orizzonte anche per le nuove normative antiriciclaggio (recepimento della IV Direttiva risparmio 2015/849) in cui la lista degli adempimenti e degli obblighi antiriciclaggio e delle sanzioni ­ per professionisti legali e contabili sale esponenzialmente. Il provvedimento prepara notevoli modifiche per le prassi attuali e introduce anche nuovi obblighi per i «soggetti obbligati». Unica nota positiva dai recenti lavori parlamentari è l’emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera nella manovrina correttiva, che cancella l’obbligo di gratuità del lavoro svolto come professionisti da sindaci e consiglieri comunali, a patto che l’incarico non sia affidato dallo stesso ente nel quale l’interessato ricopre la carica politica. Un piccolo palliativo per una professione che nel 2016 ha continuato a segnare il passo.

Le quote per regione

Avvocati per regione. Ogni mille abitanti, anno 2016 Regione Calabria Campania Lazio Puglia Molise Basilicata Sicilia Abruzzo Liguria Umbria Marche Lombardia Toscana Sardegna Emilia Romagna Veneto Piemonte Friuli V. G. Trentino A. A. Valle d’Aosta 6,8 5,9 5,6 5,4 5,1 5,0 4,5 4,4 3,9 3,7 3,5 3,3 3,3 3,1 3,0 2,5 2,2 2,1 1,7 1,4

I numeri della categoria e le leggi in arrivo

L’EVOLUZIONE NEGLI ANNI 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 48.327 50.825 52.200 52.600 53.027 57.685 62.342 67.000 69.764 74.438 83.090 86.939 94.289 99.792 109.818 119.338 129.071 138.971 148.872 158.772 168.453 178.134 186.000 198.041 208.000 216.728 221.689 226.734 230.435 234.287 237.132 241.712 37.495 38.642 39.004 39.923 40.718 42.366 45.076 46.913 49.054 52.645 58.289 64.456 71.282 77.618 82.637 88.658 94.070 100.036 105.307 111.873 121.766 129.359 Avvocati iscritti agli albi Avvocati iscritti alla Cassa 136.818 144.070 152.089 156.934 162.820 170.106 177.088 223.842 235.055 239.848

STP

Il Ddl concorrenza varato dal Senato riguarda la possibilità per i professionisti di scegliere la forma della società di persone, società di capitali o società cooperative. Inoltre, i due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto devono essere di soci avvocati iscritti all’albo o professionisti iscritti ad altri albi. In merito all’organo di gestione, la maggioranza deve essere composta da soci avvocati ed è stato aggiunto che i soci professionisti possono rivestire la carica di amministratore

COMPETENZE

Per conquistare nuovi spazi nel mercato dei servizi professionali gli avvocati hanno stilato un elenco di proposte di ampliamento delle competenze che vanno dall’estensione della negoziazione assistita alle controversie di lavoro dall’assunzione di prove testimoniali e per interpello, dall’autenticazione di firma all’esercizio delle funzioni di commissario ad acta, dalla remissione di querele alla notifica dell’atto di pignoramento all’accettazione dell’eredità

ANTIRICICLAGGIO

Dall’antiriciclaggio un giro di vite anche per gli avvocati. Infatti, a seguito del recepimento della IV Direttiva risparmio 2015/849, sale esponenzialmente per i professionisti legali la lista degli adempimenti e degli obblighi antiriciclaggio; così come si incrementano le sanzioni per le omissioni e le violazioni. Il provvedimento predispone anche notevoli modifiche rispetto alle prassi attuali e introduce anche nuovi adempimenti per i «soggetti obbligati»

SINDACI

Piccola nota positiva dai recenti lavori parlamentari nell’emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera riguardo la “manovrina” correttiva, che cancella l’obbligo di gratuità del lavoro svolto come professionisti da sindaci e consiglieri comunali, a patto che l’incarico non sia affidato dallo stesso ente nel quale l’interessato ricopre la carica politica. Si tratta più che altro di una norma che cancella un ingiusto limite della normativa vigente