04.03.20 Italia Oggi – A Milano udienze civili sospese, a Napoli sciopero dei legali

A Milano rinviate tutte le udienze civili non urgenti.A Napoli, invece, è in atto uno scontro tra avvocati e magistratura: il consiglio dell’Ordine napoletano, infatti, ha proclamato ieri l’astensione da tutte le udienze visto l’aumento dei contagi, ricevendo una risposta critica da parte dei giudici napoletani. A Padova, intanto, è stata accolta l’istanza di un avvocato romano finalizzata a ottenere il rinvio di un anno di un’udienza per bancarotta: il legale ha segnalato l’opportunità di evitare l’accesso in un territorio in difficoltà come ora è il Veneto. I tribunali italiani stanno rispondendo a macchia di leopardo all’emergenza Coronavirus. Le udienze nelle zone rosse sono sospese (si veda altro articolo in pagina), ma restano difficoltà per quanto riguarda tutti i tribunali non presenti nei focolai, con interpretazioni diverse anche in territori molto vicini tra loro. Milano. Ieri mattina due magistrati del tribunale di Milano sono risultati positivi al Coronavirus. Di conseguenza, nel primo pomeriggio il presidente del foro Roberto Bichi ha emanato una direttiva con cui sono state sospese tutte le udienze civili non urgenti fino almeno al prossimo 9 marzo. «Premesso che», si legge nella nota, «è in corso rilevamento per censire la presenza di ipotesi di necessario isolamento… si dispone che i giudici del settore civile procedano al rinvio delle cause e delle procedure chiamate alle udienze sino al 9 marzo compreso». Saranno escluse dalla sospensione le cause relative ad alimenti, a procedimenti cautelari e quelli per l’adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione, nei procedimenti di convalida dei tso, in quelli per l’adozione di provvedimenti di protezione contro gli abusi familiari, per la convalida delle espulsioni «e in generale per le cause rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio delle parti». Napoli. Nel capoluogo campano è scontro tra avvocatura e magistratura. Questo nonostante il numero di casi sia nettamente inferiore a quelli registrati in Lombardia. Il primo atto della querelle proviene dal Consiglio forense di Napoli, che la scorsa settimana aveva denunciato la mancata igienizzazione del foro a seguito della positività di un avvocato napoletano. La protesta ha portato il Coa partenopeo a dichiarare ieri lo sciopero dalle udienze fino all’11 marzo. «Premesso che», affermano dal Consiglio forense, «negli ultimi giorni i casi di contagio da Covid 19 in Campania sono in costante e preoccupante aumento e che il giorno 27 febbraio 2020 si apprendeva del contagio da parte di un avvocato del foro di Napoli e successivamente di almeno altri quattro colleghi e due segretarie del medesimo studio professionale e che nei giorni immediatamente precedenti, nell’inconsapevolezza del loro stato, i colleghi e le segretarie si sono regolarmente recati presso gli uffici giudiziari del circondario di Napoli e considerata la particolare conformazione del palazzo di giustizia, luogo chiuso che si sviluppa in verticale, con conseguente necessità di fare uso di ascensori perennemente affollati e senza ricambio d’aria; rilevato che è stata inviata dal Coa una diffida volta alla sanificazione degli ambienti e che gli interventi posti in essere sono assolutamente insufficienti, si osserva che sussistono le condizioni che legittimano l’adozione di delibera di astensione dalle udienze». Gli avvocati napoletani, quindi, saranno in sciopero fino all’11 marzo prossimo. La decisione, come detto, non è stata presa bene dalla magistratura napoletana, che ha riposto con una lettera inviata ieri al presidente del Coa Antonio Tafuri firmata, tra gli altri, dal presidente della Corte di appello Giuseppe De Carolis e dal procuratore generale della repubblica Luigi Riello. «Stupisce e addolora che, disinteressandosi delle decisioni prese e degli impegni assunti, il presidente del Coa di Napoli, ricostruendo irrealisticamente la situazione concreta e disconoscendo le iniziative già realizzate dai capi degli uffici giudiziari, abbia indetto, senza preavviso, una aprioristica astensione dalle udienze». Le reazioni delle associazioni. «Una gestione a macchia di leopardo», si legge nella nota diffusa ieri da Movimento forense. «Ci si dimentica che in ogni tribunale lavorano sia gli avvocati del foro che quelli del resto della penisola. Gli avvocati sono stati lasciati soli con i loro presidi territoriali ed oggi sono diventati a loro volta vittime, mentre le istituzioni pianificavano teorie su come continuare a lavorare con sembianze di normalità». «È opportuno», il commento del segretario generale Anf Luigi Pansini, «che anche per il mondo della giustizia vi sia chi, a livello nazionale, detti linee di condotta precise e linee guida omogenee nei tribunali italiani in merito all’azione di contrasto della diffusione del Covid 19, senza lasciare che ogni ufficio giudiziario reagisca in modo autonomo o addirittura grottesco, con provvedimenti il cui contenuto, in alcuni casi, è da stigmatizzare per autoreferenzialità, mancanza di rispetto e offensività. 

 

Michele Damiani