06.11.15 Avvenire – Tagli ferie alle toghe: respinto il ricorso

La Corte Costituzionale ha bocciato il ricorso sulla riduzione delle ferie per i magistrati, contenuto nel decreto legge – approvato lo scorso anno – in materia di arretrato civile. La Corte ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata dal tribunale di Ragusa sul taglio da 45 a 30 giorni per le ferie delle toghe. La Consulta ha bocciato il ricorso «per difetto di motivazione in punto di rilevanza». Nella sentenza numero 222, depositata ieri, si legge infatti che «quando il dirimente non spieghi adeguatamente le ragioni per le quali ritiene di dover applicare la norma della cui legittimità costituzionale dubita per proseguire nel giudizio pendente dinanzi a sé, la questione è inammissibile». Nel caso in esame «nell’itinerario argomentativo seguito dal giudice a quo – osserva la Consulta – non è ravvisabile alcun elemento che chiarisca le ragioni per le quali egli ritiene di dover fare applicazione delle disposizioni censurate, per consentire la prosecuzione del procedimento in corso». La Corte ricorda inoltre di aver «già avuto più volte occasione di delineare l’ambito di applicazione e la finalità dell’istituto della sospensione feriale dei termini processuali, precisando che esso, nato dalla necessità di assicurare un periodo di riposo a favore degli avvocati e procuratori legali è anche correlato al potenziamento del diritto di azione e di difesa», richiamato dall’articolo 24 della Costituzione a cui «deve essere accordata tutela, quando la possibilità di agire in giudizio costituisca per il titolare l’unico rimedio per far valere un suo diritto». Risulta, dunque, «evidente» – conclude la sentenza – che «l’individuazione del periodo di sospensione feriale dei termini processuali risponde a un’esigenza di garanzia dell’effettività del diritto di difesa nel periodo di riposo degli avvocati, ben diversa da quella sottesa alla previsione del periodo di congedo ordinario dei magistrati, cui sono viceversa indirizzate, a titolo esclusivo, alcune delle censure» sollevate dal tribunale di Ragusa.