19.11.15 Italia Oggi – Concorrenza Il ddl è da rivedere

Ddl concorrenza da rivedere. Ne sono convinti commercialisti e avvocati, ricevuti in questi giorni in audizione in commissione industria del senato per avanzare proposte e modifiche al ddl annuale per il mercato e la concorrenza (n. 2085), approvato dalla camera. In particolare, per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, intervenuto ieri, va rivista l’attuale disciplina del trasferimento d’azienda del codice civile per estendere agli atti di trasferimento della proprietà e ai contratti che hanno per oggetto il godimento dell’azienda la procedura già prevista per la cessione di quote di srl. Per il Consiglio nazionale forense, invece, le criticità riguardano le società di capitale, dato che «l’ammissione di puro capitale pur nel limite di un terzo», sottolinea il Cnf, «secondo le attuali regole del diritto societario, comporterebbe un inaccettabile controllo del socio di puro capitale sulla governance». Inoltre, secondo il Cnf, criticità tecniche emergerebbero da una norma «che appare generica e non disciplina in dettaglio aspetti importanti della vita societaria: il regime della responsabilità professionale, il regime fi scale e il trattamento previdenziale, la crisi della società, gli obblighi informativi nei confronti del cliente, la responsabilità “deontologica”». L’Oua, invece, propone alcune correzioni alla disciplina della responsabilità civile su alcuni nodi irrisolti: i «rapporti col regime della prova nel processo civile e le altre norme aventi efficacia processuale», i «testimoni», la «materia di accesso agli atti e sulla proponibilità della domanda», nonché sul «danno alle persone». Infine l’Oua, per quanto riguarda la prospettata apertura ai soci di solo capitale negli studi legali, ribadisce come «questa previsione confl igga con i dettati xostituzionali, ordinamentali e deontologici». A parere del segretario dell’Associazione nazionale forense, Luigi Pansini, va bene «che la partecipazione del socio di puro investimento non superi un terzo del capitale sociale e del diritto di voto ma occorre che la governance della società sia assicurata ai soci professionisti».

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Gabriele Ventura