Chiusura liti notificata in commissione tributaria


Il Sole 24 Ore – Laura Ambrosi – Ultimo adempimento per la definizione delle liti tributarie: entro lunedì 10 giugno, infatti, occorrerà depositare copia dell’istanza di definizione, della ricevuta di presentazione e del pagamento presso l’organo giurisdizionale in cui è pendente la controversia. Sebbene manchino pochi giorni alla scadenza, sussistono ancora dei dubbi sulla corretta interpretazione della norma e sulle concrete modalità di adempimento, alla luce del fatto che tale scadenza non dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) interessare tutti i contribuenti che si sono avvalsi dell’istituto agevolativo.

I soggetti interessati

L’adempimento dovrebbe riguardare soltanto chi in precedenza abbia presentato richiesta di sospensione del processo al giudice, dichiarando di volersi avvalere dell’istituto. In tal caso, infatti, il processo è stato sospeso fino al 10 giugno 2019 e pertanto entro tale data il contribuente deve depositare presso l’organo giurisdizionale innanzi al quale pende la controversia copia della domanda di definizione, la ricevuta di presentazione e quella del versamento degli importi. Il processo resta così sospeso fino al 31 dicembre 2020.

Per le controversie non sospese, per le quali cioè l’interessato non ha precedentemente dichiarato di volersi avvalere della definizione, non sembrerebbe necessario rispettare la scadenza del 10 giugno. Tali soggetti potranno depositare la domanda, la relativa ricevuta di presentazione e copia del pagamento solo quando verrà fissata l’udienza. Così facendo si informerà l’organo giudicante della definizione, il quale dovrà disporre la sospensione fino al 31 dicembre 2020.

I termini di impugnazione

Nel caso in cui la definizione della controversia sia stata richiesta in pendenza del termine per impugnare (ad esempio, definizione presentata in pendenza dei termini per proporre appello avverso la sentenza di primo grado ovvero dei termini per il ricorso in cassazione avverso la decisione della Ctr) non sembra necessario alcun deposito dell’istanza presentata e del pagamento, non esistendo alcun organo giurisdizionale presso cui pende la controversia. Prudenzialmente, si potrebbe eventualmente depositare presso il giudice che ha emesso l’ultima sentenza.

Il rinvio della Cassazione

Per le liti definite relative a sentenze rinviate dalla Cassazione sussistono dei dubbi operativi. In particolare, la Suprema corte, una volta disposto il rinvio, considera “chiusa” la causa, atteso che la riassunzione presso la Ctr è prevista a carico del contribuente. Da ciò consegue che l’eventuale domanda di definizione ed il pagamento non possono essere depositati né presso la Cassazione, tanto meno presso la Ctr atteso che in entrambe non esiste più alcun fascicolo. È verosimile che non sia necessario il deposito della definizione.

La definizione potrebbe aver riguardato anche liti per le quali il contribuente non si è costituito in giudizio. Si pensi ai casi in cui l’impugnazione attraverso appello o ricorso in Cassazione sia stata già proposta dall’Ufficio, e che l’interessato, anche per la sospensione dei termini di impugnazioni previsti dalla norma (articolo 6 comma 11 del Dl 119/2018) non ha ancora prodotto le proprie difese. In tali casi, è verosimile che non sia necessario alcun deposito. Prudenzialmente, il contribuente potrebbe comunque depositare la definizione nel fascicolo e per tale adempimento non sembra necessario rispettare alcuna scadenza.