DDL STABILITA’, GIUSTIZIA; ANF: ANCORA UN AUMENTO DELLA TASSA PER I CITTADINI CHE VOGLIONO OTTENERE GIUSTIZIA IL GOVERNO PENSA DI AUMENTARE IL CONTRIBUTO UNIFICATO, PER LA SECONDA VOLTA IN POCHI MESI. ANDIAMO VERSO UNA GIUSTIZIA SOLO PER RICCHI

“Il Governo di nuovo in campo per aumentare le spese di giustizia: in arrivo un nuovo aumento della tassa per chi vuole rivolgersi al giudice per far valere le proprie ragioni. E’ intollerabile pensare di risolvere i problemi a spese dei cittadini”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Ester Perifano in merito all’emendamento al disegno di legge stabilità in discussione alla commissione Finanze della Camera, che prevede un nuovo aumento del contributo unificato.

“Sin da subito – continua Perifano – abbiamo espresso le nostre perplessità sulle misure contenute nella mini – riforma del processo civile, introdotte per smaltire l’arretrato, e abbiamo indicato , come misura minima per evitare il fallimento completo,  la previsione di incentivi e agevolazioni fiscali che favorissero le misure alternative.  Ma pensare di finanziare le agevolazioni introducendo nuovi e più corposi tributi, significa prendere in giro i cittadini. Sono passati pochi mesi dall’ultimo aumento , eppure il Governo ci riprova senza pensarci due volte, anziché utilizzare le risorse che pure il sistema giustizia ha. Da tempo chiediamo di sapere, ma nessuno risponde, che fine fanno tutte le risorse che finiscono nel Fondo Unico Giustizia (FUG). Non vorremmo che fossero utilizzate per finanziare sprechi annidati altrove, mentre nei nostri Tribunali manca anche la carta per le fotocopie”.

“Gli aumenti continui e generalizzati del contributo unificato sono veri e propri limiti economici all’esercizio del diritto di difesa e di accesso alla giustizia, in particolar modo nelle cause di piccolo valore, dove incidono enormemente.  Il principio costituzionale che garantisce a tutti la tutela giurisdizionale dei propri diritti non puo’, infatti, essere compromesso da imposizioni economiche finalizzate non al funzionamento della giustizia,  quanto piuttosto a scoraggiare i cittadini dall’accedervi. Ciò crea forti disparità di trattamento, e l’affermazione di un sistema al quale finiranno di poter accedere solo i  ricchi” – conclude Perifano.