Equo compenso monitorato


ItaliaOggi – SIMONA D’ALESSIO – Applicazione della disciplina sull’equo compenso (per gli avvocati) sotto la lente d’ingrandimento del neonato «nucleo centrale di monitoraggio», istituito al ministero della giustizia, che si avvarrà della collaborazione degli Ordini locali forensi. E, nel frattempo, per le altre categorie ripartirà stamani (sempre al dicastero di via Arenula) il tavolo tecnico per rinvigorire le norme sulla giusta remunerazione delle prestazioni professionali, promosso dal sottosegretario Jacopo Morrone. Per il ministro Alfonso Bonafede l’iniziativa, sottoscritta insieme al presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin, costituisce un «segnale forte e chiaro che ci auguriamo veda presto coinvolti anche altri Ordini, affi nché questo possa diventare un modello che vada a tutelare anche altre categorie»; l’idea di verifi care sul territorio la corretta attuazione della disciplina (introdotta dalla legge 172/2017 e oggetto di revisione, pochi mesi dopo, con la 205/2017), scongiurando abusi e penalizzazioni a danno dei professionisti, rievoca la recentissima iniziativa dell’Unione interregionale degli Ordini forensi del Centro Adriatico, fi nalizzata all’approvazione di una norma sull’equo compenso in Molise, subito condivisa dal presidente della regione Donato Toma che, durante un convegno organizzato dalla Cassa di previdenza forense a Campobasso, ha assicurato che il provvedimento viaggerà su una corsia veloce in giunta (si veda ItaliaOggi del 29 giugno 2019). Oggi, come accennato, i rappresentanti di 19 Ordini sottoporranno a Morrone le proprie proposte per rafforzare la norma nazionale, soprattutto evitando che venga disattesa dai cosiddetti committenti «forti», in particolare dalla Pubblica amministrazione. «È opportuno far la riforma partendo da quel che c’è già, ossia dal decreto ministeriale 140 del 2012» sui parametri tariffari, osserva il consigliere nazionale dei commercialisti Giorgio Luchetta, plaudendo all’ipotesi, ventilata dal sottosegretario, di arrivare «entro l’anno» al restyling dell’equo compenso.