GIUSTIZIA; ANF: CON PROCESSO CIVILE TELEMATICO CI SARANNO TRIBUNALI VIRTUOSI E ALTRI INEFFICIENTI – AVVOCATI PRONTI AL PCT MA DEFICIT DI INFORMATIZZAZIONE DEL PAESE E’ EVIDENTE

“Avvocati, magistrati e personale di cancelleria, tutti i protagonisti della macchina della giustizia italiana interessati al varo del processo civile telematico, si sono detti pronti e hanno dichiarato di aver fatto tutto quello che e’ stato loro richiesto. Certo è che permangono dubbi sulla effettiva sostenibilita’ dell’impatto dell’entrata in vigore del PCT, perchè la condizione complessiva delle infrastrutture informatiche non e’ pienamente affidabile sull’intero territorio nazionale, e analogamente la risposta degli uffici sul territorio e’ a macchia di leopardo”.
Questo il commento del segretario generale dell’Associazione Nazionale Ester Perifano al termine dell’incontro finale presso il Ministero della Giustizia sull’avvio del PCT.
“Il PCT – continua Perifano – è parte integrante del piano di E-Government della giustizia civile italiana per promuovere, attraverso le tecnologie, processo civili più rapidi. Non nascondiamo i nostri timori sull’effettiva tenuta del sistema di fronte all’impatto di questa “rivoluzione” in uno dei settori più legati a metodi tradizionali di materializzazione degli atti. Secondo il Ministero della Giustizia la situazione è rosea poichè i depositi telematici a valore legale da parte di avvocati (attivati in 94 tribunali e 10 corti d’appello) sono stati circa 180mila, cioè il 56% di quelli effettuati da tutti i professionisti impegnati nei processi , e tra dicembre e gennaio l’incremento percentuale dei depositi telematici è stato dell’85%, con un risparmio di spesa nel 2013 di 43 milioni di euro grazie all’impiego dell’Ict in tribunali, cancellerie e studi legali. Tuttavia con riferimento alla fase monitoria solo 36 Tribunali su 100 permettono il deposito del ricorso per ingiunzione, il pagamento telematico delle relative spese e l’emissione del decreto. Dunque, due Tribunali su tre sono in ritardo rispetto alla data di entrata in vigore del PCT. Il deficit di banda larga e informatizzazione del Paese si riflette dunque sull’ambito giudiziario”.
“ Tuttavia e’ evidente – aggiunge Perifano – che a questo punto, per consentire agli uffici il necessario adeguamento, sara’ necessaria una graduazione dell’entrata in vigore del PCT, ed e’ assolutamente condivisibile l’ipotesi formulata al tavolo di confronto che la obbligatorieta’ parta per i procedimenti iscritti a ruolo a far tempo dal 1° luglio 2014, soluzione convintamente condivisa anche da ANM. Altrettanto indispensabile, in attesa di necessarie soluzioni normative che ci auguriamo il Ministero vorra’ rapidamente proporre, e’ la unificazione dei numerosi protocolli sottoscritti in varie sedi, in modo che gli operatori possano misurarsi con norme omogenee in tutto il Paese. Gli avvocati si preparano da tempo, e stanno gia’ facendo la loro parte. Ci aspettiamo la stessa collaborazione da parte di tutti gli altri protagonisti del pianeta giustizia. Ormai siamo in dirittura di arrivo : gli avvocati sono pronti e non intendono assolutamente mancare un appuntamento essenziale per la modernizzazione della categoria”.
“Ben vengano i risparmi di spesa pubblica, auguriamoci – conclude Perifano – che però non ci siano zone e tribunali virtuosi, e altri che costringano cittadini e operatori della giustizia ad annaspare tra lungaggini ed inefficienze”.

Roma 3 giugno 2014