GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): ADERIAMO A SCIOPERO, INCOMPRENSIBILE ATTEGGIAMENTO POLITICA E LEGISLATORE CHE IGNORANO LA REALTÀ DEI DATI SU PRESCRIZIONE E SU CRITICITÀ DELLA GIUSTIZIA CIVILE. GARANZIE E DIRITTI PIÙ IMPORTANTI DI TAVOLI E RIUNIONI MINISTERIALI

“L’Associazione Nazionale Forense ha subito aderito allo sciopero proclamato dall’Unione delle Camere Penali, indetto da oggi sino al 25 ottobre, condividendo che l’impostazione del Governo del ‘fine processi mai’ per gli indagati e gli imputati e ‘risarcimento mai’ per le parti civili poco o nulla a che fare con l’idea di giustizia ed equità. È veramente incomprensibile l’atteggiamento della politica e del legislatore che, ignorando colpevolmente quanto emerge dai rapporti ministeriali sul processo penale, ovvero i dati che evidenziano che la prescrizione matura principalmente nella fase delle indagini preliminari, si apprestano a presentare un disegno di legge delega che tocca tutte le fasi del processo penale, tranne proprio quella della indagini preliminari.

Idem per il processo civile: pagine e pagine di statistiche e rapporti evidenziano che in primo grado i tribunali riescono mediamente a rispettare il termine di durata triennale previsto dalla legge Pinto e che il collo di bottiglia è rappresentato dal numero di cause dinanzi alle corti di appello e alla corte di Cassazione e l’ennesima riforma, più volte annunciata dal ministro Bonafede, si accanisce sul rito ignorando inspiegabilmente i numeri delle statistiche ministeriali e trascurando anche l’ulteriore circostanza che nuove regole per il processo non possono in alcun modo incidere sull’arretrato civile costituito dai procedimenti “a rischio Pinto”, per i quali è possibile richiedere allo Stato un risarcimento per irragionevole durata del processo, pari a 359.585 dinanzi ai tribunali, a 105.373 dinanzi alle corti di appello e a 75.823 dinanzi alla corte di cassazione (i dati sono al 31.3.2019)”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Evidentemente – continua Pansini – senza risorse non si può rivoluzionare la giustizia italiana; invece di nascondere la polvere sotto il tappeto o dietro facili slogan, occorrono responsabilità e capacità di intervenire laddove, in campo civile e penale, sono note e arcinote le criticità”.

“L’Avvocatura, da par suo, soprattutto quella che siede ai tavoli ministeriali, non solo deve pretendere un preventivo confronto sulle linee guida di un intervento legislativo in tema di giustizia, ma soprattutto non deve dimostrarsi timorosa nell’affermare che l’istituto della prescrizione nel processo penale è ancora un principio irrinunciabile della cultura giuridica del nostro paese e nel far valere, senza tentennamenti e senza timori, se reale, tale convinzione. I diritti e le garanzie delle persone e dei cittadini, in ogni settore della giustizia, sono più importanti di una sedia e di una riunione in via Arenula” – conclude Pansini.