GIUSTIZIA; PANSINI (ANF) SU PRESCRIZIONE E PROCESSO CIVILE SIAMO STUPITI E SCONFORTATI. IMPREPARAZIONE E APPROSSIMAZIONE, ASSISTIAMO A DILETTANTI ALLO SBARAGLIO. BASTA CON CONTINUE RIFORME ILLUSORIE

“Non possiamo che essere sconfortati, stupiti e amareggiati di fronte alla corrida di dilettanti allo sbaraglio che si sta esercitando in queste ore e in questi giorni in merito al dibattito sulla giustizia. C’è un grosso problema di credibilità per una classe dirigente politica che schiaccia il pedale del populismo, che parla di prescrizione veicolando vere e proprie baggianate e addossando la colpa agli avvocati, e che pure nel momento della presentazione della supposta grande riforma del processo civile – basta leggere il contenuto delle slide illustrate ieri nel corso della conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei Ministri – fa mostra di impreparazione, approssimazione e scarsa conoscenza del lessico tecnico-giuridico”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Se i cittadini italiani – continua Pansini – vengono informati sull’istituto della prescrizione nei modi e nei termini cui fanno ricorso un influente esponente del M5S come Di Battista, il tema della serietà e della competenza su un argomento così importante e delicato è tragicamente travolto. E se nelle slide presentate dal ministro Bonafede e dal premier Conte, peraltro entrambi pure avvocati, non ce n’è una dedicata ai rimedi per fronteggiare l’arretrato costituito dalle cause civili a rischio “legge Pinto” e l’aumento costante di quelle pendenti dinanzi alla Corte di Cassazione, temiamo che il peggio possa solo venire”.

“Illusoria è l’idea che l’ennesima riforma delle norme del codice di rito, senza intervenire altrettanto massicciamente su risorse e organizzazione degli uffici, possa risolvere i problemi del processo civile in Italia, così come è altrettanto evidente che le nuove norme sulla prescrizione in vigore da gennaio denotano l’incapacità di chi oggi usa solo slogan di facile presa di assicurare ai cittadini un processo che realmente funzioni senza compromettere i diritti e le garanzie delle persone” – conclude Pansini.