Il limite dei due mandati anche per il Consiglio nazionale forense


ItaliaOggi – MICHELE DAMIANI –  Elezioni forensi, dopo i Coa ora tocca al Cnf. È stata fissata per il prossimo 16 ottobre, infatti, l’udienza davanti al Tar Lazio per «l’annullamento della delibera di programmazione degli eletti del Cnf del 22 febbraio 2019». Contestualmente, alcuni avvocati stanno presentando istanza di commissariamento del Consiglio nazionale. In tutto questo, la situazione dei Coa in Italia è molto problematica, ad una settimana dal limite fissato dalla legge per l’indizione delle elezioni. Tutto è partito dalla sentenza della Cassazione 32781 del 19/12/2018, in cui veniva stabilito che i consiglieri Coa non potessero svolgere più di due mandati consecutivi. La Corte ha preso questa decisione sulla base dell’articolo 3, comma 3 della cosiddetta legge Falanga (legge 113/2017) e all’articolo 28, comma 5, dell’ordinamento forense (legge 247/2012), i quali stabiliscono, appunto, che i consiglieri dei Coa non possano essere eletti per più di due mandati consecutivi. Da qui una serie di interventi che sono culminati nella sentenza della Corte costituzionale (173/2019 dello scorso 18 giugno), che ha bocciato i rilevi di legittimità avanzati dal Cnf (si veda ItaliaOggi del 19 giugno 2019). La Cassazione, come detto, è intervenuta per contestare il superamento del secondo mandato consecutivo per un consigliere di un ordine locale, in quanto la vicenda giudiziaria è partita dalla contestazione alle elezioni del Coa di Agrigento. L’ordinamento forense, però, dispone una norma identica a quella dei Coa per i componenti del Cnf: l’articolo 34, comma 1, stabilisce testualmente che «i suoi componenti (quelli del Cnf) non possono essere eletti consecutivamente per più di due volte». È proprio questo il presupposto che ha portato alcuni avvocati a presentare ricorso davanti al Tar per l’annullamento della proclamazione (ricorso n. 03767/2019). Inoltre, la scorsa settimana l’avvocato Mirella Casiello, consigliere del Coa di Taranto, ha inviato al presidente della repubblica, al ministro della giustizia e ai presidenti delle due camere del Parlamento l’istanza di commissariamento del Consiglio nazionale. Secondo quanto scritto nell’istanza, sarebbero nove i componenti Cnf che hanno svolto più di due mandati consecutivi: il presidente Mascherin e gli avvocati Baffa, Pasqualin, Picchioni, Magnano di San Lio, Savi, Arena, Orlando e Sica. Seguendo l’esempio dell’avvocato Casiello, molti altri legali stanno avanzando istanze simili, tra cui il Coordinamento nazionale delle associazioni forensi: «Le associazioni di questo coordinamento hanno ritenuto di condividere il testo dell’istanza, con modifi che personalizzate», si legge in una nota. In questo contesto la situazione dei vari Coa territoriali è immersa nel caos. In quattro su cinque dei principali consigli locali italiani (Milano, Roma, Palermo, Napoli e Bari), sono stati eletti consiglieri che hanno svolto già due mandati consecutivi (si veda tabella in pagina). Uno di questi (l’avvocato Di Tosto del Coa di Roma) è stato riammesso dal Cnf alla tornata elettorale dopo esserne stato escluso dalla commissione elettorale del Consiglio capitolino. Un altro (il presidente di Bari Stefanì) contesta il personale superamento dei limiti visto il commissariamento che ha investito il consiglio barese nel 2017. Nei confronti di tutti e quattro gli ordini di cui sopra sono stati avanzati dei ricorsi dagli avvocati non eletti. «Anche nella politica forense l’illegalità si cura soltanto il ritorno alla legalità», è il commento di Massimiliano Cesali, presidente di Movimento forense. «Questo vale tanto per i Coa quanto per il Cnf»