Incompatibilità meno severe per i magistrati onorari


Il Sole 24 Ore – Patrizia Maciocchi –  Dopo il via libera della Ragioneria dello Stato, la presidenza del Consiglio dei ministri ha trasmesso, ieri, al Senato il disegno di legge sulla magistratura onoraria.

Una riforma che sarà – assicura il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone – una priorità della commissione Giustizia di Palazzo Madama, subito dopo la pausa estiva.

Le nuove regole prevedono diverse novità: dalla parificazione delle incompatibilità con quelle previste per i magistrati togati alla durata dell’incarico che supera i quattro quadrienni, dalla trasferibilità a domanda per assistere familiari malati alla scelta tra il mantenimento del sistema a cottimo o i tre impegni settimanali.

La norma, che interviene sulla riforma Orlando (Dlgs 116/2017), allenta la stretta sulle incompatibilità, limitandola ai rapporti di parentela, affinità e coniugio, tra magistrati onorari e avvocati, che operano nel circondario e non più nei distretti. Un passo indietro si impone anche nel caso di associati di studio, membri dell’associazione professionale e soci della società tra professionisti. Per i magistrati diventati incompatibili la via d’uscita è la richiesta di trasferimento, con l’assegnazione ad altre sedi in cui ci siano vuoti di organico.

Nel Ddl anche la previsione di trasferimenti, in linea con la legge 104/1992, per assistere un familiare con disabilità, mentre non sarà possibile chiedere spostamenti per ragioni familiari di altro genere. Stabilita la possibilità di rimanere in servizio fino a 68 anni, fermo restando il meccanismo della conferma quadriennale per quattro quadrienni.

Fissato un doppio binario per le indennità. Giudici di pace, onorari di tribunale e vice procuratori onorari potranno mantenere il sistema a cottimo, con un’indennità di 98 euro per le attività svolte nello stesso giorno: allo sforamento delle otto ore scatteranno altri 98 euro sia per le attività in udienza sia all’interno dell’ufficio del processo. Mentre, su richiesta, a giudici di pace, Got e Vpo, è riconosciuta, per tre impegni settimanali, un’indennità lorda annuale in misura onnicomprensiva fissa, pari a euro 31.473, per i magistrati onorari che esercitano le funzioni giudiziarie, e pari a euro 25.178, per i giudici onorari inseriti rispettivamente nell’ufficio per il processo e nell’ufficio di collaborazione del procuratore della repubblica. Le indennità non sono cumulabili.

Il testo trasmesso ieri al Senato ha subito modifiche rispetto a quello approvato “salvo intese” dal Consiglio dei ministri. È ad esempio rimandata, per una questione di tempi, la definizione di un trattamento fiscale e previdenziale di maggior favore.

Positivo il commento di Morrone: «Provo una grande soddisfazione nel prevedere che questo testo diventerà presto legge. Ho predisposto fin dall’inizio e seguito con grande attenzione e impegno il percorso preparatorio compiuto insieme alle associazioni della magistratura onoraria per arrivare a questo disegno di legge che considero importante perché risponde, se non a tutte, alla gran parte delle condivisibili richieste delle categorie coinvolte».

Diverso il parere dei diretti interessati, che minacciano lo sciopero. «Sono stati disattesi tutti gli impegni presi al tavolo tecnico – dice il presidente nazionale dell’Unione giudici di pace, Maria Flora Di Giovanni -. Soprattutto è stato tradito il punto 12 del Contratto di governo con cui l’esecutivo si impegnava a superare la riforma Orlando, per quanto riguarda la sistemazione giuridico economica della magistratura onoraria in servizio. Prevediamo periodi di astensione serrati e il totale blocco della giustizia di primo grado e delle espulsioni di immigrati clandestini».