Orlando: con la riforma del civile arretrato dimezzato

Il Messaggero –

Pendenze dimezzate nel processo civile, ma riforma penale al palo. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando presenterà oggi la relazione di inizio anno alle Camere (al Senato la mattina, alla Camera il pomeriggio) per illustrare lo stato della giustizia in Italia e quanto fatto nell’anno appena concluso. Un appuntamento di routine che cade però in una fase particolarmente tesa dei rapporti politica-giustizia, a pochi giorni dallo strappo con l’Anm, che ha annunciato che diserterà l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione il 26 gennaio, e con i giudici di pace che si preparano al terzo sciopero in tre mesi. Un segnale di protesta inedito, quello dell’Anm, visto che la scelta è di non partecipare a una cerimonia organizzata al Palazzaccio i cui vertici, a differenza delle altre toghe, hanno ottenuto una proroga della pensione fino a fine anno.

IL MILLEPROROGHE Una soluzione era attesa nel milleproroghe, ma non è arrivata. Un viatico potrebbe essere un emendamento presentato dal senatore Nitto Palma, Forza Italia, ma allo stato non c’è accordo. Un’apertura da parte del ministro è arrivata invece sui giovani magistrati per riportare da 4 a 3 anni il periodo di prima collocazione. Ma c’è un altro problema che attende soluzione: la riforma del penale, bloccata al Senato da 6 mesi, dopo due anni di gestazione parlamentare. Mancava un soffio alla possibile approvazione al Senato e per stare blindati serviva la fiducia. Ma era la vigilia del referendum costituzionale, e Renzi, allora premier, ha scelto di non forzare la mano, fermando il possibile via libera a un testo che al suo interno ha una norma, sgradita ai magistrati, una norma che fissa una tempistica rigida per la chiusura indagini. Ora quel ddl dovrebbe riprendere il cammino, e sarà comunque un cammino non facile. Se oggi Orlando, comunque non per sua responsabilità, non potrà citare la riforma penale tra le cose portate a termine, al suo attivo avrà però quella del civile, settore centrale anche per l’economia in cui le pendenze sono scese da 6 a 3,8 milioni; i progressi nel processo civile telematico; i concorsi per 360 magistrati (che arriveranno a 1.400 nel triennio) e un migliaio di cancellieri (che saliranno a tremila prossimamente); gli stati generali delle carceri che hanno fotografato la situazione e indicato linee di intervento.

LE CARCERI Sulle carceri è da tempo in corso un’azione per ridurre il sovraffollamento mantenendo intorno a quota 54 mila i detenuti. La radicalizzazione in cella è l’altro fronte di intervento: le ultime cifre riferite dallo stesso ministro al question time indicano in 375 i soggetti tenuti, a vari livelli, sotto osservazione.