Ormai viaggia online il 90% delle liti


Il Sole 24 Ore – Fe. Mi. – La giustizia tributaria conta circa 2.800 giudici, in parte provenienti dalla magistratura e in parte dal mondo delle professioni; un numero destinato a salire, saranno infatti introdotti a breve altri 400 nuovi giudici; data l’età media piuttosto alta si registra un turn over intorno al 7% l’anno (si può lavorare fino a 75 anni).

Dal 1° luglio 2019 è diventato obbligatorio il processo tributario telematico, con l’eccezione dei contribuenti che stanno in giudizio senza difensore per le controversie fino a 3mila euro. Da luglio a settembre quasi 90% delle liti tributarie ha seguito la via telematica del processo, in particolare l’81,27% in primo grado e il 92,50% nelle commissioni regionali. Il restante 10% in parte dipende da un avvio precedente al 1° luglio e in parte riguarda i ricorsi presentati direttamente dal contribuente.

I dati sono ancora “ufficiosi” i primi dati ufficiali sul trimestre luglio-settembre saranno resi noti dal dipartimento Giustizia tributaria del Mef il 20 dicembre.

Il contenzioso tributario negli ultimi anni è diminuito, un fenomeno che si è accentuato tra il 2018 e il 2019 grazie anche ai condoni estesi alle liti tributarie. Nel 2009 il totale delle controversie tributarie è stato di 359.995, e di 210.322 nel 2018. Ma non è tutto dal 2012 al 2018 le controversie definite superano quelle presentate nell’anno, grazie a ciò i giudizi pendenti in dieci anni si sono quasi dimezzati, erano 661.523 nel 2009 sono 373.685 a fine 2018.

Il calo delle controversie – ottenuto anche grazie alla mediazione e all’introduzione del contributo unificato – secondo alcuni, giustifica una riduzione del numero di giudici tributari che dovrebbero però lavorare a tempo pieno. Questo tema dovrà essere affrontato dalla riforma della giustizia tributaria, riforma non più rimandabile e su cui nell’ultimo mese è partito un acceso dibattito dopo l’autocandidatura della Corte dei conti (si veda il Sole 24 Ore del 26 ottobre).