Prescrizione reati tributari, Italia lontana anni dall’Europa


ItaliaOggi Sette – Marzia Paolucci –  In Italia, dalla riforma del 2011, un reato tributario si prescrive dai sette anni e sei mesi ai dieci anni, secondo le tipologie di reato, un’importante distanza rispetto ai cinque anni dell’Unione europea fi ssati dalla Direttiva Pif approvata da Parlamento e Consiglio Ue nel 2017. «Il nostro apparato penale è andato oltre quanto imposto dalla Ue», osserva Alessio Lanzi che al convegno organizzato dalla rivista di Magistratura indipendente Il Diritto vivente, «Le nuove frontiere del diritto penale tributario: problemi e prospettive» del 16 ottobre scorso in Cassazione, ha preferito parlare come ordinario di diritto penale piuttosto che come membro del Csm. Un momento di rifl essione comune tra dottrine accademiche e orientamenti giurisprudenziali declinati da un nutrito parterre di giuristi presieduto dal primo presidente della Corte di cassazione Giovanni Mammone. Interventi che arrivano in un momento piuttosto caldo per la gestazione della legge di Bilancio che sarà quest’anno molto incentrata sulle misure di lotta all’evasione fi scale defi nita dal premier Conte «la madre di tutte le battaglie». Nella lunga corsa che di qui al 31 dicembre porterà al licenziamento della manovra, troverà spazio nel decreto fi scale la norma che innalza le pene detentive per i grandi evasori. Ne hanno discusso nell’aula Giallombardo della Suprema corte, Lorenzo Delli Priscoli, consigliere della Corte di cassazione, Paolo Ielo, procuratore aggiunto presso la procura della Repubblica presso il tribunale di Roma, Alessio Lanzi del Consiglio superiore della magistratura, Andrea Perini, professore associato presso il dipartimento di Management di Economia aziendale dell’ Università di Torino, Angelina-Maria Perrino, consigliere della Corte di cassazione, Adolfo Scalfati, professore ordinario di procedura penale presso la facoltà di Giurisprudenza, Università di Roma – Tor Vergata e Alessio Scarcella, consigliere della Corte di cassazione. Per Mario Cicala, attualmente presidente della sezione tributaria della Corte di cassazione e direttore della rivista Il Diritto vivente, «l’evasione fi scale è un tema centrale e complesso in cui confl uisce una gran massa di evasione minuta a cui si affi ancano i grandi evasori. Un tema che fa parte del programma del nuovo Governo che al punto 16 vuole perseguire la lotta alle organizzazioni mafi ose e all’evasione fi scale anche prevedendo l’inasprimento delle pene detentive per i grandi evasori». «Spero si possa intervenire con una riduzione drastica dell’uso del contante», considera Delli Priscoli. «Porterebbe a una diminuzione dei reati forti di spaccio, droga e riciclaggio legati alla circolazione di soldi cash». E di «legislazione alluvionale» parla il procuratore Ielo che chiede di «costruire reati su fattispecie chiare, dal dettato alla sanzione».