Prescrizione, riforma al via: 30mila processi ogni anno non avranno più scadenza

Il Messaggero – 

Adesso è davvero legge. Esulta Luigi Di Maio e, soprattutto, manifesta tutta la sua soddisfazione il GuardasigilliAlfonso Bonafede: la prescrizione è stata abolita. E mentre il Pd resta scettico e l’Unione camere penali annunciano battaglia «per arrivare all’abrogazione della legge Bonafede», che sembra non piacere a nessuno se non ai pentastellati, bisogna fare i conti con l’appesantimento del carico di lavoro per i Tribunali: secondo i dati 2018, diffusi dal ministero della Giustizia, sono circa 30mila i processi che, con lo stop dopo il primo grado, rischiano di rimanere “aperti” senza termine. Un numero che potrebbe crescere, se si considerano i procedimenti in corte d’appello. Gli effetti non saranno immediati, dal momento che la norma non è retroattiva. E i tempi sono ancora più lunghi di quanto valutato dal premier Giuseppe Conte: le conseguenze della nuova legge si potranno avvertire nel 2028, visto che la prescrizione, per i reati meno gravi, è attualmente di sette anni. LE CIFRE Secondo i dati forniti dal ministero della Giustizia, i procedimenti penali prescritti in Corte d’appello e Cassazione, nel 2018, sono stati 29.862. I numeri sono in calo: dal 2016 al 2018 da 136.888 si è passati a 117.367 (-14 per cento). L’imbuto è la Corte d’Appello, dove i processi che si chiudono con la prescrizione negli ultimi due anni sono aumentati del 12 per cento. Una media di un processo su quattro. A determinare la flessione complessiva, comunque, è il numero dei procedimenti interrotti durante le indagini preliminari (dai 72.840 del 2016 si è passati a 48.735 del 2018). Una cifra che resta comunque molto elevata, perché riguarda quasi il 41 per cento dei procedimenti. La riforma non riguarderà, almeno in primo grado, il 75 per cento dei processi che in questa fase, finora, vengono definiti. E lo stop non avrà gli stessi effetti nei diversi distretti del Paese. Le statistiche, infatti, variano a seconda delle Corti d’Appello. A Milano, Lecce, Palermo, Trieste, Caltanissetta e Trento, durante il secondo grado di giudizio, la percentuale di prescrizioni non raggiunge il 10 per cento. A Venezia e Torino, invece, i giudizi che si interrompono in corte d’Appello superano il 40 per cento dei procedimenti definiti. L’appesantimento potrebbe riguardare anche Catania, che nel 2018 aveva raggiunto il 37,8 per cento di estinzioni per prescrizioni, seguita da Perugia e Roma con il 36 per cento. LE REAZIONI «Il primo gennaio del 2020 commenta Di Maio, in una diretta Facebook – è un giorno importante perché entra finalmente in vigore la legge sulla prescrizione. Prima si perdeva tempo e si riusciva a farla franca, ora se vieni condannato in primo grado la prescrizione non esiste più, devi arrivare a sentenza». Il leader del Movimento Cinquestelle rivela che «Se è saltato il governo ad agosto è anche perché non si voleva approvare la prescrizione» e annuncia la legge per accorciare i tempi del processo. Bonafede, si dice orgoglioso ma anche lui punta a una riforma complessiva: «Adesso dobbiamo metterci al lavoro – ha sottolineato il Guardasigilli – compatti per la riduzione dei tempi del processo perché è giusto che tutti i cittadini abbiamo diritto a un processo che abbia una durata breve e ragionevole nel penale e nel civile». E dopo le critiche arrivate dall’Anm, l’Unione camere penali torna ad annunciare la propria mobilitazione: «Prosegue la battaglia contro l’abolizione della prescrizione». Comincia così la nota con la quale gli avvocati penalisti, presieduti da Gian Domenico Caiazza, comunicano «lo stato di agitazione a sostegno di questa campagna politica che, lungi dall’essersi conclusa, prosegue ora con obiettivi ancora più ambiziosi e determinati». L’attacco a Bonafede è diretto: «Nonostante il prossimo e preannunciato vertice di maggioranza – si legge nella nota – perdura il silenzio del ministro della Giustizia in ordine alla richiesta dei dati statistici su quali siano i reati che ogni anno si prescrivono, fino ad oggi non a caso sistematicamente nascosti alla pubblica opinione». Gli avvocati paventano un ricorso giurisdizionale e ribadiscono il proprio sostegno al progetto di legge Costa (Forza Italia) per l’abrogazione di quella che definiscono «la controriforma Bonafede della prescrizione». L’obiettivo è il referendum. La fotografia 30mila Oggi entra in vigore la riforma Bonafede All’anno i processi penali che non avranno più scadenza Nel 2018 i procedimenti penali prescritti in Corte d’appello e Cassazione sono stati 29.862 29.862 Nel complesso prescrizioni in calo 2016 2018 117.367 Il calo NON riguarda la Corte d’appello dove, invece, sono aumentate del 12% Annullato un procedimento su quattro il il 25% 25% 136.888 -14% dei definiti dei definiti