SPECIALIZZAZIONI FORENSI, IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL NUOVO SCHEMA DI REGOLAMENTO. NON CONVINCE IL NUOVO ELENCO DI MATERIE, CNF E MINISTERO INVITATI ALL’ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE. INSUFFICIENTI I CRITERI DI VALUTAZIONE DEL COLLOQUIO

Il parere del Consiglio di Stato n. 1347 del 2 maggio scorso sulla schema del nuovo regolamento del Ministero della Giustizia sulle specializzazioni forensi, all’indomani delle pronunce di annullamento del DM 144/2015 da parte del TAR e dei giudici di Palazzo Spada è lapidario.
Della scelta delle nuove materie non è data spiegazione nella relazione e nell’analisi tecno-normativa; un’analisi del mercato dei servizi legali avrebbe aiutato a comprendere le modalità di distinzione tra settori e ambiti e l’inclusione di alcuni ambiti nell’ambito dei settori contenuti nel testo riformato. Si è scelto di non procedere allo svolgimento dell’AIR, implicitamente ritenendo che la disciplina non abbia un rilevante impatto regolatorio.
I rilievi del Consiglio di Stato contenuti nella pronuncia n. 5575 del 2017 di annullamento del DM 144/2015 – continua la Sezione – sono stati in parte accolti; il legislatore ha sostituito un elenco di settori che presentava incoerenze con una struttura anch’essa non priva di criticità. Per queste ragioni si ritiene necessario lo svolgimento di un’AIR che indaghi l’articolazione attuale dell’offerta e della domanda dei servizi legali e ne valuti i potenziali sviluppi.
Lo schema di regolamento presenta elementi di insufficienza anche rispetto ai criteri di valutazione dell’esperienza maturata sul campo, a seguito di colloquio.
All’udienza del 23 maggio 2019 Ministero della Giustizia e Consiglio Nazionale Forense sono comparsi dinanzi alla Sezione Consultiva per gli Atti Normativi.