Task force di 100 toghe per le emergenze nei tribunali

Il Sole 24 Ore – Una task force di (almeno) un centinaio di magistrati da destinare agli uffici di merito per fare fronte alle situazioni di emergenza. Anche l’amministrazione della giustizia scopre la flessibilità. E con l’ultima manovra di bilancio prima e il decreto di determinazione delle nuove piante organiche dei tribunali poi riconosce l’opportunità di attrezzarsi per le emergenze. In questo senso il decreto ministeriale che (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) ha cristallizzato il nuovo assetto degli organici per tribunali e procure vi ha destinato “solo” 400 dei 530 posti di magistrato disponibili.

Dei restanti 130 la quasi totalità – una limitata quota è ora in carico alla discrezionalità del Csm per correggere l’intervento sulle piante organiche – andrà a costituire un “pacchetto di mischia”, da utilizzare per fronteggiare situazioni di difficoltà anche momentanea delle sedi del distretto. A risolvere dovrà essere un futuro provvedimento del ministero della Giustizia, d’intesa con il Csm, ma nel perimetro delle situazioni di emergenza la manovra ha già anticipato che potrebbe trattarsi di un volume di arretrato particolarmente consistente, di eventi sismici oppure di criticità di rendimento. Dove allora i riferimenti possono essere i più diversi e comprendere eventi come il crollo del ponte Morandi a Genova o le crisi bancarie in realtà giudiziarie di piccola dimensione.

La ripartizione dovrà essere effettuata su base distrettuale anche sulla base del lavoro fatto dal dipartimento dell’organizzazione giudiziaria di analisi dei flussi e dei carichi di lavoro. Con qualche sorpresa. L’analisi effettuata ha infatti messo in luce come le disomogeneità territoriali, per esempio, nei rapporti iscritti e pendenti su organico non sempre sono indice di cattiva performance e di tempi di risposta lunghi nel servizio al cittadino. Per esempio, la Corte d’appello di Ancona, che ha il più alto numero di procedimenti iscritti per magistrato,fa registrare ottimi valori di smaltimento dei procedimenti sopravvenuti ed è sotto la media nazionale, quanto a durata, nel periodo di riferimento (2016-2018), sia nel civile che nel penale, con un dato di assoluta eccellenza nella durata dei procedimenti penali (373 giorni).

E così, ancora, il tribunale di Pisa, terza peggiore sede di tribunale nel rapporto iscritti su organico (943 procedimenti) e tra le più critiche anche nel dato delle pendenze (913 procedimenti pro capite), registra un dato di assoluta eccellenza nella durata penale di periodo, con soli 211 giorni per la trattazione dei relativi processi. «Ciò è il segno del fatto che le condizioni organizzative, che sono in grado di incidere sulle performance dell’ufficio in un dato periodo di riferimento, sono plurime e non necessariamente connesse agli equilibri di rapporto degli organici dei magistrati con i flussi procedimentali».

Nello stesso tempo, a essere riavviato è stato anche un minimo di politiche di assunzione sul fronte amministrativo: dal 2014 ad oggi, si è proceduto all’ingresso di oltre 5.400 nuove risorse. Pubblicato poi un concorso pubblico per la copertura di 2.242 posti di funzionario giudiziario e l’avvio di una selezione per 616 operatori giudiziari.