Tempi certi e veri magistrati per i contenziosi tributari


Libero – STEFANO LOCONTE –   Per un corretto funzionamento del sistema tributario occorre anche che funzioni correttamente, ma soprattutto in maniera efficiente, il sistema del contenzioso tributario. Cioè delle liti di noi comuni mortali con lo Stato. Ma così non pare perché quando il cittadino litiga con il fisco per la determinazione del proprio carico fiscale avrebbe diritto ad una risposta tempestiva da parte dell’organo giurisdizionale, e questo spesso non avviene. Vi spiego perché. Se due cittadini infatti litigano in merito al confine effettivo tra le loro proprietà possono fare ricorso ad un tribunale e, come è giusto che sia, in quella sede ricevono risposta da un magistrato, una persona che svolge l’attività di giudice a tempo pieno, che ha superato un concorso e che viene correttamente retribuito per tale attività, come un qualsiasi funzionario dello Stato. Se invece un cittadino ha un contenzioso con l’amministrazione finanziaria per la corretta determinazione del proprio debito fiscale, la decisione non verrà assunta da un magistrato di carriera ma da un giudice tributario che svolge tale funzione quale “onorario” per cui nella vita professionale svolge altre funzioni (magistrati ordinari, commercialisti, avvocati ma anche geometri e ingegneri) e che dedica il suo tempo prioritariamente al suo lavoro e, in aggiunta, svolge anche la funzione di giudice tributario con una remunerazione che non raggiunge i mille euro al mese. Ergo il tempo che può dedicare a queste controversie non è lontanamente vicino a quanto necessario. MATERIA TECNICA La situazione appare quanto meno grottesca considerando che il diritto tributario è una materia particolarmente tecnica e che, invece, necessiterebbe di un giudice a tempo pieno, altamente specializzato in tale materia, come avviene in quasi tutti i paesi avanzati. Tutto questo impatta notevolmente sotto il profilo delle tempistiche per la decisione delle controversie. Leggete bene questi dati. Alla data del 31 dicembre 2018 risultavano pendenti innanzi le Commissioni Tributarie 373.685 ricorsi per un valore complessivo di 42,9 miliardi di euro. Una cifra folle. La durata media dei giudizi in primo grado è pari a ben 689 giorni (un anno e 11 mesi), con un miglioramento di 68 giorni rispetto al 2017 e di 92 giorni rispetto al 2016. La media, in appello, si attesta addirittura a 856 giorni (2 anni e 4 mesi), con un peggioramento di 84 giorni rispetto al 2017 e di 78 giorni rispetto al 2016. Se poi consideriamo il terzo grado di giudizio, innanzi alla Corte di Cassazione, la durata media dell’ulteriore grado è di oltre quattro anni. Complessivamente, quindi, la durata di un procedimento, nei suoi tre gradi di giudizio, arriva a superare abbondantemente gli otto anni. Insomma, peggio delle lumache. CONTROVERSIE Ancora più interessanti i dati relativi al valore delle singole controversie. Il valore complessivo delle liti presentate nel 2018 è di 24,2 miliardi di euro, il 14,9% in meno rispetto all’anno precedente. In particolare, il 76,8% del totale dei ricorsi pendenti dinanzi alle Commissioni Tributarie Provinciali (giudice di primo grado) riguarda liti di entità di inferiore o uguale a 20mila euro e solo l’1,24% è relativo a liti di valore superiore a un milione di euro. Il 68,75% degli appelli pendenti innanzi alle Commissioni Tributarie Regionali (giudice di secondo grado) sono relativi a liti di valore inferiore o uguale a 20mila euro, e solo l’,161% riguarda controversie superiori a un milione di euro. Le conclusioni a cui possiamo giungere da questi dati, quindi, è quella di un sistema che appare fortemente ingolfato dall’elevato numero dei ricorsi pendenti che, tuttavia, nella loro stragrande percentuale riguarda importi di modesto valore. Sui quali quindi bisognerebbe pensare ad un’altra modalità di risoluzione, più breve ed efficace. In particolare, un meccanismo che consenta di far accedere al contenzioso solo le cause di importo più rilevante grazie a meccanismi deflativi ben articolati e strutturati ma, soprattutto, un processo tributario affidato a magistrati specializzati ed a tempo pieno. Ma, soprattutto, una giustizia che arriva dopo otto anni (quanto va bene) non è più una giustizia. Tuttavia, nessuna proposta di riforma del sistema della giustizia tributaria è dato leggere nel programma del nostro governo.—————————————————————