Vecchi giudici onorari in servizio fino a 68 anni



Il Sole 24 Ore – G.Ne. – Trattamento di favore per chi è già in servizio. Incompatibilità riviste e assistenza ai familiari agevolata. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che interviene per rivedere la disciplina della magistratura onoraria, peraltro ampiamente rivista anche nel corso della passata legislatura.

Per quanto riguarda i magistrati gia in servizio viene previsto che potranno rimanere sino al compimento del 68° anno di età. Attualmente il decreto legislativo n. 116 del 2017 ne limita la permanenza ai quattro quadrienni successivi al decreto stesso; conservato il meccanismo della conferma quadriennale. Viene però modificata la disciplina su funzioni e compiti. In particolare, la disciplina prevista per l’assegnazione della trattazione dei nuovi procedimenti civili e penali, che si sarebbe dovuta applicare limitatamente al primo quadriennio, viene estesa a tutta la durata dell’incarico, sino alla sua cessazione.

Sul versante del trattamento economico, è previsto che per la liquidazione delle indennità spettanti ai magistrati onorari in servizio continuerà ad applicarsi il regime a “cottimo” (criteri previsti dall’articolo 11 della legge 21 novembre 1991, n. 374, per i giudici di pace, dall’articolo 4 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 273, per i giudici onorari di tribunale e per i vice procuratori onorari). Restano in vigore i limiti, in termini di numero di udienze massime annue retribuibili (110) e di ammontare massimo del complesso delle indennità annue erogabili (72.000 euro annui lordi) previsti attualmente per i giudici di pace. È conservata la possibilità di esercitare la scelta per l’indennità corrisposta in misura fissa.

L’indennità, attualmente, è composta da una parte fissa e da una variabile. Quella fissa ammonta a 24.210 euro per i magistrati onorari che esercitano funzioni giudiziarie e 19.368 (80% di euro 24.210) per i magistrati onorari inseriti nell’ufficio per il processo e nell’ufficio di collaborazione del procuratore. La parte variabile, invece, a titolo di indennità di risultato (riconosciuta dal capo dell’ufficio in relazione a criteri predeterminati) è determinata in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30% dell’indennità fissa indicata.

Per effetto del disegno legge, l’indennità viene rideterminata in misura globale, comprensiva degli oneri previdenziali ed assistenziali, in 31.473 euro, per i magistrati onorari della prima delle due categorie indicate ed euro 25.178, per i magistrati onorari della seconda (che è poi l’importo delle indennità fisse, maggiorate del 30%). Nel caso in cui il magistrato onorario scelga l’indennità fissa resta fermo il limite dei 3 impegni settimanali.

In termini generali il disegno di legge interviene sul regime delle incompatibilità restringendone la portata nei casi di rapporti “parentali” (affinità, coniugio e unione civile) tra il magistrato onorario e un familiare avvocato. Diversamente da quanto previsto nei casi già disciplinati, che rimangono inalterati, in questo caso l’incompatibilità è limitata alla sede cui il magistrato onorario è assegnato e non al circondario. Inoltre, viene modificata la disciplina dell’incompatibilità tra magistrati onorari derivante da rapporti di parentela (affinità, coniugio e unione civile) estendendo la stessa regola ai rapporti tra magistrati onorari e magistrati ordinari.